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Che cosa sono i terpeni?

Nelle diverse varietà di Cannabis sativa, oltre ai noti cannabinoidi, troviamo una gamma di altri composti. Questi elementi aggiuntivi sono fondamentali per amplificare sia gli effetti calmanti sia i benefici terapeutici della pianta.

I terpeni sono particolarmente degni di nota tra questi composti. Essi sono responsabili dell’aroma distintivo di ciascuna varietà di cannabis e hanno suscitato un grande interesse scientifico per le loro potenzialità terapeutiche. Il ruolo dei terpeni va oltre la semplice caratterizzazione olfattiva; questi composti possono infatti interagire sinergicamente con i cannabinoidi, potenziandone gli effetti.

Questo articolo si propone di esplorare più a fondo sia la natura dei terpeni sia il modo in cui questi possono sinergizzare con i cannabinoidi.

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Cosa c’è da sapere sui terpeni della Cannabis

Per molto tempo, la ricerca sulla cannabis si è concentrata esclusivamente sui cannabinoidi e sulle loro proprietà terapeutiche. Tuttavia, le affascinanti caratteristiche dei terpeni hanno spostato l’attenzione della ricerca su di loro. Si è scoperto che i terpeni, al pari dei cannabinoidi, possiedono proprietà terapeutiche significative.

Dai profumi freschi e pungenti del pinene alle note terrose del mircene, i terpeni presentano una vasta gamma di profili aromatici. Ognuno di questi offre un set unico di potenziali benefici per la salute, che possono variare dall’essere anti-infiammatori ad ansiolitici, fino ad avere effetti analgesici.

L’Effetto Entourage

Un concetto fondamentale nella comprensione dei terpeni è l’effetto entourage. Questo termine descrive come la combinazione di vari composti presenti nella cannabis, inclusi i terpeni e i cannabinoidi, lavori insieme per produrre un effetto sinergico. Tale sinergia può potenziare i benefici della cannabis, suggerendo che una strategia che consideri tutti i suoi componenti possa essere più efficace nel trattamento di certe condizioni.

Sebbene lo studio sui terpeni sia ancora agli inizi, i risultati promettenti indicano un futuro ricco di potenzialità per l’uso di questi composti in medicina. Una migliore comprensione di come i terpeni interagiscano con i cannabinoidi potrebbe portare alla creazione di nuove varietà di cannabis e prodotti per trattamenti più mirati e personalizzati.

Mentre i cannabinoidi come THC e CBD hanno dominato le discussioni sulla cannabis, i terpeni stanno emergendo come componenti chiave. Non solo arricchiscono l’esperienza sensoriale dell’uso della cannabis, ma potrebbero anche estendere la sua gamma di applicazioni terapeutiche. Ulteriori ricerche potrebbero svelare nuovi modi per sfruttare questi composti aromatici a fini terapeutici.

Cosa sono e come funzionano i terpeni

I terpeni sono composti organici prevalentemente formati da carbonio e idrogeno e sono costituiti da unità isopreniche, ovvero dalla ripetizione sistematica di una molecola chiamata isoprene. Questi composti sono privi di effetti psicoattivi e si trovano negli oli essenziali delle piante, nonché in alcune specie di insetti. Nei vegetali, i terpeni hanno il ruolo di ferormoni, facilitando la comunicazione con gli insetti per l’impollinazione, grazie al loro aroma attraente.

Funzionalmente, i terpeni possono agire come un meccanismo di difesa per le piante, proteggendole dagli attacchi di parassiti. Sono i componenti principali delle resine e degli oli essenziali delle piante e sono responsabili di conferire il caratteristico profumo alle piante, come la lavanda, le erbe aromatiche e le piante di cannabis. Queste molecole sono inoltre importanti per la sintesi di steroidi e carotenoidi.

Queste caratteristiche sono valide per tutti i terpeni, inclusi quelli presenti nelle varietà di cannabis. Le piante di cannabis contengono oltre 200 tipi di composti che, in circa 40 diverse combinazioni, formano quello che viene definito il profilo terpenico.

I terpeni possono essere classificati in base al numero di unità isopreniche di cui sono composti:

  • Monoterpeni: formati da due unità isopreniche (10 atomi di carbonio). Sono prevalenti nelle infiorescenze delle piante e agiscono come repellenti naturali per insetti e microbi. Esempi includono il mircene, il pinene, il terpinolene, il limonene, il linalolo.
  • Sesquiterpeni: composti da tre unità isopreniche (15 atomi di carbonio). Si trovano principalmente nelle foglie delle diverse varietà di cannabis e servono a proteggere la pianta dai parassiti.
  • Triterpeni: costituiti da sei unità isopreniche (30 atomi di carbonio), presenti nelle fibre, nei semi e nelle radici delle piante di cannabis.

I terpeni sono anche coinvolti nel processo di produzione dei cannabinoidi, composti da fenolo e gruppi di terpeni. Studi e osservazioni pratiche nelle coltivazioni di cannabis hanno evidenziato una correlazione tra i livelli di terpeni e quelli di cannabinoidi. I monoterpeni e i sesquiterpeni sono sintetizzati nei tricomi delle piante, proprio come i cannabinoidi.

La variazione nella composizione dei terpeni, o profilo terpenico, è fondamentale per definire i biotipi e le varietà di cannabis, influenzando sia l’aroma sia le potenziali proprietà terapeutiche della pianta.

Perché sono molto importanti i terpeni


I terpeni sono importanti per diversi aspetti, sia nella natura sia in ambito terapeutico. Prima di tutto, sono cruciali per il benessere delle piante stesse. Ogni terpene presente nella cannabis contribuisce a proteggere la pianta da attacchi di parassiti e insetti e impedisce l’invasione di microbi durante la fase vegetativa.

In secondo luogo, i terpeni sono fondamentali per la produzione di certi oli essenziali. Il profilo terpenico specifico di una varietà di cannabis non solo determina il suo aroma unico, ma anche la sua qualità generale.

In terzo luogo, come dimostrato da numerosi studi, queste molecole hanno diverse proprietà terapeutiche e possono amplificare significativamente gli effetti dei cannabinoidi. In questo senso, il profilo terpenico diventa un elemento chiave e decisivo.

La selezione del profilo terpenico consente ai coltivatori di cannabis di creare varietà specifiche con caratteristiche olfattive e proprietà terapeutiche particolari. Combinando diversi terpeni in varie combinazioni, si possono ottenere svariate varietà di cannabis.

Gli effetti dei terpeni sono stati ampiamente studiati, rivelando che possono agire singolarmente o in sinergia con i cannabinoidi, potenziandone gli effetti. Queste molecole interagiscono con il corpo umano in vari modi, influenzando membrane cellulari, canali ionici ed enzimi.

I terpeni presentano un’ampia gamma di attività farmacologiche e biologiche. Sono noti per le loro potenti attività antiossidanti, capaci di proteggere dallo stress ossidativo in patologie epatiche, renali, neurodegenerative, cardiovascolari e nei processi di invecchiamento.

Tra i principali benefici dei terpeni, possiamo citare:

  • Proprietà antinfiammatorie
  • Proprietà antibatteriche
  • Proprietà ansiolitiche
  • Effetti rilassanti
  • Capacità di rinforzare il sistema immunitario
  • Capacità di alleviare l’effetto psicoattivo del THC
  • Abilità di potenziare l’effetto a spettro completo del CBD

I terpeni giocano un ruolo particolarmente importante negli estratti di CBD a spettro completo, come gli oli di CBD, migliorandone gli effetti benefici e le proprietà terapeutiche.

Cos’è e come funziona Il profilo terpenico


Il profilo terpenico di una varietà di cannabis è essenzialmente il “DNA dell’aroma” della pianta, fungendo da sua unica carta d’identità olfattiva. Questo profilo è costituito dalla specifica combinazione e dai rapporti tra diversi terpeni, che variano per ogni varietà di cannabis. Ogni pianta può presentare una combinazione di oltre 40 terpeni diversi, rendendo la conoscenza del profilo terpenico specifico cruciale per poterlo riprodurre esattamente.

Ad esempio, molte varietà di cannabis light, prive di effetti psicoattivi, possono avere un profilo terpenico identico a varietà con alto contenuto di THC e effetti psicoattivi. Questo avviene quando i coltivatori di cannabis identificano i diversi terpeni che compongono il profilo terpenico di una varietà e riescono a riprodurlo fedelmente.

In questo processo di riproduzione, è importante non solo identificare i vari terpeni da replicare, ma anche comprendere le proporzioni e le relazioni di questi con ogni altro elemento presente nella pianta.

Il profilo terpenico non è solo determinante per l’aroma unico di una varietà di cannabis, ma gioca anche un ruolo essenziale nella definizione delle sue proprietà terapeutiche. Queste proprietà dei terpeni possono agire in sinergia con gli effetti dei cannabinoidi, amplificando potenzialmente l’efficacia terapeutica della pianta.

I terpeni più comuni, dove trovarli e riconoscerli

I terpeni, presenti in una vasta gamma di piante, sono noti per le loro proprietà terapeutiche. Ecco alcuni esempi di terpeni comunemente riconosciuti per i loro benefici:

  • Mircene: Questo monoterpene si trova non solo nella cannabis, ma anche negli oli essenziali di piante come l’alloro, il timo, il luppolo, la verbena e la citronella. È noto per le sue proprietà antinfiammatorie ed effetti calmanti.
  • Beta-Cariofillene: Un terpene unico che attiva direttamente il recettore CB2 del sistema endocannabinoide. È riconosciuto per le sue proprietà ansiolitiche e per gli effetti calmanti e rilassanti.
  • Nerolidolo: Conosciuto come il principale terpene dell’olio essenziale di neroli, ha proprietà calmanti e rilassanti, migliorando l’umore e favorendo il relax.
  • Alfa-Umulene: Possiede potenti proprietà antinfiammatorie. È noto per i suoi effetti rilassanti e calmanti e per la capacità di favorire il sonno. Storicamente utilizzato nella medicina cinese, è comune in formulazioni mirate a combattere lo stress.
  • Bisabolo: Questo terpene, tipico della camomilla, migliora il tono dell’umore e ha proprietà calmanti e ansiolitiche.
  • Limonene: Un monoterpene con un forte effetto tonificante che aiuta a mantenere l’equilibrio omeostatico del corpo. È efficace come antidepressivo e ansiolitico. Conferisce alle varietà di cannabis il loro aroma agrumato caratteristico e si trova anche nella buccia degli agrumi, nella menta e nel rosmarino.
  • Pinene: Possiede proprietà antinfiammatorie e antibiotiche ed è un broncodilatatore efficace a bassi livelli di esposizione. Può essere utile contro lo Stafilococco resistente alla meticillina. Questo terpene è anche importante per la biosintesi dei ligandi del recettore CB2 nel sistema endocannabinoide.
  • Linalolo: Presente nel basilico, nel bergamotto, nella lavanda e nel coriandolo, questo monoterpene ha proprietà rilassanti, ansiolitiche e leggermente sedative. È noto per le sue spiccate capacità antinfiammatorie, come dimostrato dall’efficacia della lavanda contro le scottature. Alcune varietà di linalolo vengono utilizzate nella medicina tradizionale, come l’Aeolanthus Suaveolens nell’Amazzonia brasiliana, usato come anticonvulsivante.
  • Terpinolene: Presente in molte piante, come il tè, il comino e le mele. È noto per il suo aroma fresco e leggermente erbaceo. Il terpinolene ha proprietà antiossidanti e sedative, spesso usato in aromaterapia per il suo effetto rilassante.
  • Ocimene: Trovato in una varietà di piante aromatiche come il basilico, la lavanda e il luppolo. È noto per le sue proprietà antivirali e antifungine, oltre ad essere un decongestionante naturale.
  • Humulene: Presente nel luppolo, nel coriandolo e nelle foglie di basilico. È riconosciuto per le sue proprietà anti-infiammatorie e può anche aiutare a sopprimere l’appetito.
  • Geraniolo: Trovato nel geranio, limone e tabacco. Questo terpene è noto per le sue proprietà neuroprotettive e antiossidanti. È anche utilizzato in profumeria per il suo piacevole profumo floreale.
  • Eucaliptolo: Come suggerisce il nome, si trova principalmente nell’eucalipto, ma anche nella salvia e nel rosmarino. È rinomato per le sue proprietà antinfiammatorie, analgesiche e per la capacità di migliorare la respirazione, spesso usato in prodotti per il raffreddore e la tosse.
  • Valencene: Presente nell’arancia dolce e in altre piante agrumate. Questo terpene ha proprietà anti-infiammatorie e può proteggere la pelle dai danni UV.
  • Farnesene: Trovato nella mela verde, nel gelsomino e nell’ylang-ylang. È noto per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Viene anche utilizzato nell’industria cosmetica per il suo aroma dolce.
  • Camfene: Presente nell’olio di cipresso, nel rosmarino e nella salvia. È riconosciuto per le sue proprietà antimicrobiche e antiossidanti. Il camfene ha un odore simile a quello del pino e del muschio.

Ciascuno di questi terpeni ha un impatto unico sul profilo aromatico e sulle proprietà terapeutiche delle piante in cui si trovano, contribuendo alla diversità e complessità dei profili terpenici in natura.

Come si estraggono i terpeni?

L’estrazione dei terpeni, composti noti per la loro volatilità, richiede metodi delicati e specifici, adattati al tipo di terpene e al numero di unità isopreniche che lo compongono.

A causa della loro sensibilità al calore, i terpeni sono solitamente estratti per primi e poi aggiunti alla fine del processo produttivo, per preservare e conferire il caratteristico aroma alla varietà di cannabis.

I metodi di estrazione dei terpeni si dividono in due principali categorie: con solventi e senza solventi.

Estrazione con solventi:

  • CO2 supercritico: Questo metodo utilizza CO2 in uno stato supercritico che combina proprietà gassose e liquide. Nella sua forma liquida, agisce come un solvente efficace, capace di penetrare nei tricomi delle piante di cannabis e dissolvere sia terpeni sia cannabinoidi. Questi componenti vengono poi raccolti in un separatore. L’uso del CO2 supercritico è diffuso per la sua sicurezza ed efficacia.
  • Butano: È un altro solvente utilizzato per l’estrazione di terpeni. Sebbene il butano sia efficiente nel dissolvere cannabinoidi e terpeni, lasciando fuori i composti indesiderati, è altamente infiammabile. L’estrazione con il butano richiede attrezzature specializzate e deve essere eseguita da professionisti in ambienti sicuri.

Estrazione senza solventi:

  • Pressione meccanica: Questa tecnica impiega la pressione per estrarre gli oli essenziali dalle piante di cannabis. Sebbene sia un processo lento e laborioso, è uno dei migliori per ottenere prodotti di alta qualità.
  • Distillazione frazionata: Questo metodo si avvale dei diversi punti di ebollizione dei terpeni e dei cannabinoidi per isolare i primi in modo graduale e controllato. Si inizia con il terpene dal punto di ebollizione più basso, per poi passare agli altri alzando progressivamente la temperatura.

Alcuni terpeni, specialmente i piccoli monoterpeni volatili, possono richiedere metodi di estrazione ancora più delicati a causa della loro minore resistenza anche alle temperature più basse. In questi casi, si ricorre a tecniche specializzate per garantire la massima preservazione delle loro proprietà.

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