Coltivazione idroponica di Cannabis: vantaggi e caratteristiche

L’idroponica è una tecnica di coltivazione delle piante attraverso la quale le piante possono crescere senza l’uso della terra ma mantenendo la struttura della pianta in sospensione per permettere alle radici di bagnare in acqua.

Le sostanze nutritive necessarie per il loro sviluppo si trovano all’interno di un substrato che sorregge le coltivazioni. Questo può essere realizzato in diversi materiali, come la lana di roccia, la fibra di cocco, la ghiaia, la sabbia e all’interno di esso si permette alla pianta di radicare.

La coltivazione idroponica è un metodo forse sconosciuto a chi non è del settore, ma è molto usato dai coltivatori, di oggi e di ieri.

Che cos’è la coltivazione idroponica

La coltivazione idroponica era già usata ampiamente dalla civiltà Azteca e da quella Babilonese. Molto noti in tal senso sono i giardini pensili situati nell’antica città di Babilonia, l’odierna Baghdad.

Ancora oggi questi affascinanti e misteriosi spazi vengono considerati una delle sette meraviglie del mondo antico.

Come appena anticipato, questo tipo di coltivazione non sfrutta la terra per far cresce le piante bensì un substrato che può essere realizzato con materiali di vario genere.

Oltre alla lana di roccia, alla fibra di cocco, alla ghiaia e alla sabbia di cui abbiamo già parlato, per la coltivazione idroponica è possibile usare anche l’argilla espansa e la pietra lavica, molto diffuse per la coltivazione idroponica a causa del ph neutro e della loro caratteristica consistenza porosa.

Le piante, prive di vero e proprio terreno in cui crescere, vengono innaffiate con acqua e una soluzione specifica che va a colmare l’assenza di tutti quei nutrienti presenti, invece, nella terra.

Si tratta di un preparato non rischioso per la salute delle piante perché filtrato da probabili microbi, batteri o microgranismi. Un sistema capace dunque di ricreare l’ecosistema ideale per una corretta coltivazione soprattutto della canapa a livello sia casalingo sia industriale.

Progettare una coltivazione idroponica di canapa indoor      

Prima di procedere con acquisti vari è bene fermarsi a riflettere su cosa è meglio comprare per una coltivazione di canapa indoor. Il materiale più gettonato per la creazione di un substrato è di sicuro l’argilla espansa che evita la dispersione di ossigeno nella zona attorno alle radici.

Altro ottimo isolante in tal senso è di sicuro la lana di roccia. La fibra di cocco, invece, conserva l’umidità e incita la crescita della pianta. Riguardo al fertilizzante bisogna assicurarsi che contenga: potassio, azoto e fosforo. L’acqua è importante che sia particolarmente ricca di ossigeno. L’ideale sarebbe acquistare un fertilizzante in polvere da diluire in acqua.

Un kit completo per avviare una coltivazione idroponica è composto da: un vaso per piantine, substrato, misuratore di PH, un riscaldatore di acqua, una pompa dell’aria per areare l’ambiente dove si andrà a coltivare, sostanze nutritive.

Questi kit, generalmente in vendita già pronti, sono facilmente reperibili sia nei negozi online che in quelli fisici.

Alcuni metodi di coltivazione idroponica   

Gli impianti idroponici in vendita sono tanti e tutti diversi l’uno dall’altro. Scegliere un sistema specifico, quindi, dipende solo dalle esigenze del coltivatore. Vediamone alcuni.

Deep Water Culture: siamo dinanzi a un metodo di facile gestione. Le piante suddivise in appositi contenitori vengono posizionate all’interno di un supporto speciale. Questo viene poi immerso nell’acqua dove successivamente verrà aggiunta la sostanza nutritiva. Un simile procedimento assicura un’immersione costante alle radici.

Drip System: in assoluto il sistema di coltivazione idroponica più usato a livello industriale. Ad alimentare le piante vi è un dripper capace di garantire a ogni singola pianta la stessa quantità di acqua, ossigeno e soluzione nutriente.

Nutrient Film Technique: questo è uno dei sistemi di coltivazione forse più complessi in circolazione. Qui un serbatoio scarica la soluzione nutriente all’interno dell’acqua, di conseguenza il sistema recupera il liquido e irriga le radici servendosi di un apposito canale.

La complessità del sistema sta nella scarsa spinta che non garantisce sempre la fuoriuscita dei liquidi dal canale. Ciò significa che l’acqua resta ferma e stagna e si rischia il proliferarsi di batteri anche letali per le piante. Per evitare di perdere il raccolto occorre un assiduo monitoraggio dell’intero sistema. 

Idroponica e risparmio idrico, ecco i dati

La coltivazione Idroponica viene utilizzata già oggi per realizzare moltissimi ortaggi che consumiamo quotidianamente, questa tecnica consente di risparmiare un sacco di acqua durante l’irrigazione.

I rapporti indicano infatti che per lo stesso quantitativo di prodotto finale, l’utilizzo di acqua è pari ad un rapporto di 1/10 in favore della coltivazione idroponica.

Quindi per moltissimi prodotti da giardinaggio, la coltivazione idroponica è la soluzione a coltivazioni in ambienti angusti o poco propensi alla crescita di ortaggi che hanno bisogno di molta acqua.

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